Silvia è content creator dal 2010 ed esperta d'informazione turistica per città d'arte italiane. Laureata in Lettere Classiche, è appassionata della storia, della cultura e delle curiosità delle città del Bel Paese, nonché conoscitrice di tutti i trucchi per una perfetta vacanza in Italia.
Se stai progettando di visitare Venezia con i bambini in 3 giorni ti consiglio di scoprire già da casa dove portarli a giocare. Se vuoi infatti che sia tu che i tuoi figli vi godiate la vacanza, ti conviene alternare momenti di visita a momenti di sfogo e rilassamento. Qui di seguito ti elenco i luoghi dove portare a giocare i tuoi bambini a Venezia:
1. CAMPI DELLA CITTA’
Tu potrai stare tranquillamente seduto su una panchina mentre i tuoi pargoli potranno correre e giocare come vogliono. I campi più frequentati sono: Campo Santa Margherita, Campo San Giacomo dell’Oro, Campo San Polo, Campo Santa Maria Formosa, Campo della Bragora, Campo del Ghetto, Campo San Geremia.
2. PARCO GIOCHI E PARCHI PUBBLICI
Ci sono diverse aree pubbliche e diversi parco giochi dove puoi portare i tuoi bambini un po’ in tutta la città. Trovi tutte le informazioni a questo link sui parco giochi a Venezia.
2. LE ZATTERE
Un bel posto dove portare i tuoi bambini a giocare sono le Zattere. Qui le fondamenta larghe gli permetteranno di correre con tranquillità. Si trovano nel sestiere di Dorsoduro e si affacciano sull’isola della Giudecca. Se vuoi, facendo una deviazione potete andare poi a visitare lo squero di San Trovasio, dove si costruiscono le gondole.
Per farli divertire puoi anche pensare di far fare ai tuoi pargoli un giro in gondola. Se lo trovi troppo caro ( sono circa 80 euro per 30 minuti), puoi optare per i traghetti, gondole che fanno la spola da una riva all’altra del Canal Grande. Il costo è decisamente più economico (2 euro). Se vuoi trovare una via di mezzo puoi optare per un giro su una gondola condivisa.
Se vuoi scoprire tutte le risposte alle tue domande per visitare Venezia clicca QUI.
Una delle tappe dell’itinerario per visitare Venezia in 3 giorni è il Ghetto Ebraico. Si trova nel sestiere Cannaregio a pochi minuti a piedi dalla stazione ferroviaria e da piazzale Roma. È una zona tranquilla e rilassata che non mancherà di affascinarvi (QUI per fare un tour autogestito con app). Un luogo ideale perciò, per famiglie con bambini e per chi é alla ricerca di un tour lontano dalla confusione della città.
COME RAGGIUNGERE IL GHETTODI VENEZIA
1.A piedi Da Piazzale Roma percorrete il Ponte della Costituzione che attraversa il Canal Grande. Passate il piazzale della stazione e proseguite per Lista di Spagna. Andate avanti per Campo San Geremia e attraversate il Ponte delle Guglie. Girate subito a sinistra ed entrate nel sottoportico che si trova di fronte all’imbarcadero (Guglie). Se partite dal piazzale della stazione l’itinerario è lo stesso a partire da Lista di Spagna. Se invece ci volete arrivare da Piazza San Marco percorrete la strada delle Mercerie. Dirigetevi poi verso la Strada Nuova. Una volta giunti in Rio Terà San Leonardo, girate a destra seguendo poi le indicazioni.
2.Col vaporetto Da Piazzale Roma o dalla stazione prendete la linea 4.2 o 5.2 dei vaporetti Actv e scendete alla fermata Guglie. Da piazza San Marco prendete la linea 1 e scendete alla fermata S. Marcuola. Andate poi verso Rio Terà San Leonardo e seguite le indicazioni.
Storia del Ghetto ebraico
Le più antiche testimonianze della presenza ebraica a Venezia risalgono al X secolo. Sarà solo però verso la fine del Trecento che che l’insediamento della comunità ebraica si rivela stabile e consistente. A causa, tra le altre cose, dell’afflusso di esuli dalla penisola Iberica, con il passare del tempo gli ebrei diventarono sempre più numerosi. Questo nonostante i permessi e i divieti di abitare in città, Proprio per questo il Maggior Consiglio della repubblica di Venezia, il 29 marzo 1516, ordinò per decreto che gli ebrei abitassero in un unico quartiere.
La scelta del luogo
Venne scelta l’area di Cannaregio corrispondente al Ghetto Nuovo. Era una zona ideale, perchè distante dai centri di potere e interamente circondata dall’acqua e perciò raggiungibile solo tramite ponti. Qui in origine c’erano delle fonderie. Probabilmente la parola ghetto deriva dal veneziano “géto”, che indicava la colata del metallo.
Durante il giorno potevano uscire e aggirarsi per la città attendendo alle loro occupazioni, ma dovevano usare un copricapo o un distintivo di colore giallo. I lavori potevano essere solo il commercio degli stracci, la medicina e il prestito di denaro. All’interno del ghetto vennero istituiti tre Banchi di Pegno, il Rosso, il Verde e il Nero, si pensa per via del colore delle ricevute che venivano consegnate ai clienti. L’antica insegna del Banco Rosso la potete vedere ancora oggi. La tradizione vuole che le espressioni “essere in rosso” o “essere al verde”, col significato di non avere soldi sia nata proprio in questo contesto. Dovevano tuttavia usare un copricapo o un distintivo di colore giallo. Durante la notte invece non potevano uscire. A mezzanotte infatti i cancelli venivano chiusi fino all’alba. Potevano professare la propria religione.
Abitanti e costruzioni
Nel Ghetto ebraico di Venezia arrivarono ad abitare circa 5.000 ebrei veneziani, perciò si rese necessario edificare le case in altezza. Sorsero così palazzi vicini e alti anche 7/8 piani. In cima a 3 di essi vennero costruite tre sinagoghe o scole: La Scola Grande Tedesca, la Scola Canton e la Scola Italiana. Quando iniziarono ad arrivare gli ebrei levantini (che provenivano dalla Grecia) le autorità cittadine concessero alla comunità un’altra zona: il Ghetto Vecchio. Qui gli Ebrei portoghesi e spagnoli edificarono la Scola Levantina e la Scola Spagnola. Un’ultima concessione territoriale fu una via ad est del Ghetto Nuovo, che prese il nome di Ghetto Nuovissimo.
Le restrizioni durarono fino al 1797, quando Napoleone le abolì. Più tardi, sotto l’impero austriaco sparirono anche buona parte dei pregiudizi sociali. Con l’ascesa di Mussolini, con le leggi raziali iniziò un periodo terribile per la comunità ebraica. Nel 1943 gli ebrei vennero dichiarati nemici dello Stato. Moltissimi di loro vennero rastrellati e portati ai campi di concentramento.
Il ghetto ospita cinque sinagoghe che potrebbero sfuggire a chi non presta molta attenzione. Sono infatti costruite all’interno di palazzi preesistenti. Sono riconoscibili dalle scritte in ebraico sui muri e per la presenza di 5 grandi finestre. Cinque infatti sono i libri della Torah. L’esterno appare sobrio ma all’interno sono dei veri tesori nascosti. Sono infatti ricche e decorate, tra le più belle d’Europa, e ancora oggi punto di riferimento per la comunità. La sinagoga più antica è quella Tedesca. Si trova nello stesso palazzo del Museo Ebraicodi Venezia, che illustra l’arte ebraica nel corso dei secoli XVII-XIX. All’angolo del campo del Ghetto nuovo si trova la sinagoga Canton ( in veneziano significa angolo). Vicino c’è la sinagoga Italiana. Nel Ghetto Vecchio ci sono invece le due scole più recenti, quella Spagnola e quella Levantina. Le sinagoghe e il Museo sono visitabili tutti i giorni eccetto il sabato e le festività ebraiche.
La Scola Levantina
La Cucina ebraica
Nonostante siano ormai pochissimi gli ebrei che vivono nel ghetto, le tradizioni della cultura ebraica rimangono vive. Potrete conoscerle attraverso la cucina, comprando qualche dolce tipico, come le orecchie di aman. Sono biscotti ripieni di marmellata, mandorle, semi di papavero o cioccolata. Oppure attraverso gli impàde, biscotti lunghi a base di zucchero, uova e paste di mandorla. Potete anche assaggiare la cucina kosher al Ristorante Gam Gam.
Curiosità
La Lingua Ladina Nel Ghetto, gli ebrei parlavano un dialetto chiamato “ladino veneziano”. Era un mix di ebraico, italiano, spagnolo e altre lingue. Questa lingua ha subito una lenta scomparsa nel corso dei secoli, ma ancora oggi si possono sentire alcune espressioni tra i residenti più anziani.
Le Storie di Salvataggio durante l’Olocausto Durante l’Olocausto, molte famiglie ebree vennero nascoste e protette da cittadini veneziani non ebrei. Tra questi, si distinse la figura di Giorgio Perlasca, un italiano che si pose come console spagnolo e salvò migliaia di ebrei dall’arresto.
Il Ponte delle Guglie Questo ponte che attraversa il Canale di Cannaregio vicino al Ghetto, era originariamente conosciuto come il Ponte dei Tedeschi, poiché collegava quartiere ebraico con l’area dove abitavano gli ebrei tedeschi.
Lasciarti affascinare dal tramonto a Venezia è senza dubbio una delle cose da fare quando soggiornerai in questa meravigliosa città. Tempo permettendo naturalmente. Vedere i mosaici dorati della Basilica di San Marco risplendere colpiti dalla calda luce del sole, rimanere incantato o incantata davanti ai palazzi che si riflettono sul Canal Grande invadendo l’acqua di mille colori, ti faranno provare emozioni che ricorderai per sempre. Ma dove andare per immortalare il tramonto a Venezia?
Eccoti la mia piccola lista dei 4 posti migliori da cui vivere un’esperienza indimenticabile:
1. PONTE DELL’ACCADEMIA
Si trova a pochi minuti a piedi sia da Piazza San Marco che da Punta della Dogana ed è sempre molto affollato. La vista da qui è unica: la luce calda che si riflette sull’acqua e sui palazzi e l’incredibile spettacolo, guardando verso il bacino di San Marco, della bellissima Basilica di Santa Maria della Salute che alla luce del tramonto si accende di rosa.
Il tramonto a Venezia dal Ponte dell’Accademia
2. FONDAMENTA DELLE ZATTERE
Sono situate di fronte all’isola della Giudecca con le Chiesa del Redentore e San Giorgio. Da questo punto panoramico potrai goderti un’ampia vista sulla laguna di Venezia. A sinistra il bacino di San Marco, a destra parte della laguna. Imperdibile una passeggiata ad ammirare i colori del tramonto.
3. PONTE DI RIALTO
Uno dei ponti più famosi di Venezia, il Ponte di Rialto è simbolo della città stessa. Sostando sul ponte godrai di una delle viste più suggestive della città e del Canal Grande. Non si vede tramontare direttamente il sole perchè scende oltre la curva del canale. Però da qui potrai ammirare lo strepitoso spettacolo dei colori di cui si tingono i palazzi, il cielo e l’acqua.
4. ISOLA DELLA GIUDECCA
Puoi andarci prendendo un vaporetto da Fondamenta delle zattere. Da qui si ha una delle viste più belle della laguna. La tua vista arriverà da una parte fino a San Marco, dall’altra rimarrai affascinati dal riflesso rosso fuoco del sole che si butta nel mare.
Le zattere di Venezia sono la passeggiata più piacevole della città. Soprattutto d’estate, al tramonto, quando tutti escono a fare due passi nella brezza serale. Ma già in primavera, quando il sole comincia ad essere tiepido, è bellissimo starsene seduti a godersi il tepore e il panorama meraviglioso. Ci sono infatti molte panchine posizionate lungo la riva, che diventano spesso il punto di ritrovo per gli studenti universitari che studiano nelle le biblioteche dell’Università di Ca’ Foscari.
Ca’ Foscari
Le Fondamenta delle Zattere di Venezia si trovano nel sestriere di Dorsoduro. Partono da San Basilio e arrivano fino a Punta della Dogana, costeggiando per circa un chilometro e mezzo il Canale della Giudecca. L’isola infatti si trova proprio di fronte.
Come indica la parola zattere, qui arrivavano enormi tronchi d’albero provenienti dalle foreste alpine o dalle rive della Dalmazia. I tronchi venivano poi usati per costruire imbarcazioni (tra cui le zattere che li trasportavano appunto), edifici e mobili. Le Zattere erano il luogo dove si trovavano non solo magazzini, fornaci, squeri ma anche monasteri, ospedali e ospizi. Vennero costruite in base al decreto dell’8 febbraio 1519. Questo stabiliva di lastricare in pietra le fondamenta che da Santa Marta arrivavano a Punta della Dogana. Si dividono in quattro zone: Zattere ai Saloni (partendo dalla Punta della Dogana), allo Spirito Santo, ai Gesuiti, al Ponte Lungo.
Passeggiata per le Zattere di Venezia
1. Comincia dalla punta ad ovest, da San Basilio, che prende il suo nome dal monastero oggi scomparso. Andando più avanti, al civico 1473 trovi un palazzo giallo chiaro. Qui sorgeva la Scuola dei Luganegheri, come si capisce dalle due lapidi poste ai lati della statua di Sant’Antonio Abate. Era la gilda (corporazione di artigiani e mercanti con fini di mutua assistenza) dei salumai. Questa era protetta dal santo legato all’agricoltura e, soprattutto, alla lavorazione del maiale.
A Venezia infatti un tempo c’erano molti artigiani che arrivavano dalle montagne e che producevano salami, prosciutti e altri insaccati. Oggi però tutti questi prodotti non vengono più fatti qui e il palazzo è sede del ristorante Riviera. Tanti degli edifici della zona sono state sedi di uffici. Il quattrocentesco Palazzo Molin ad esempio era sede, come recita ancora l’iscrizione a lei dedicata, dell’Adriatica di Navigazione, la storica società che portava lo stemma della marina della Serenissima.
2. Andando più avanti, nel cinquecentesco Palazzo Priuli Bon era invece ospitato il Consolato Francese. La porta di ingresso sulla destra ospita un batacchio in bronzo elaborato che raffigura Nettuno con due cavalli alati. 3. Passando oltre, poco dopo Ponte Longo, trovi la Chiesa di Santa Maria della Visitazione. Spogliata per ordine di Napoleone, conserva solo il prezioso soffitto a cassettoni con dipinti di 58 profeti e santi, opera di un artista umbro sconosciuto.
4. Sulla sinistra della chiesa c’è l’ingresso ad un ex monastero. Ora é sede di una struttura di ospitalità religiosa e centro Congressi Don Orione Artigianelli. Sempre sulla sinistra c’è un raro esemplare di testa di leone in pietra con le fauci spalancate, che serviva per raccogliere le denunce anonime. Troverai anche un’iscrizione che fa riferimento alle denunce sulla salute pubblica a Dorsoduro.
5. Nell’angolo si trova la chiesa dei Gesuati (Chiesa di Santa Maria del Rosario). L’edificio che vediamo ora venne costruito nel 1743 da Giorgio Massari ed é decorato in stile barocco e rococò. Il soffitto invece è affrescato dal Tiepolo e rappresenta il ritorno dell’affresco a Venezia dopo due secoli di dipinti su tela.
6. Andando ancora avanti, alla tua sinistra si apre Campo Sant’Agnese, dove se vuoi ti puoi fermare un po’. Si tratta di un luogo tranquillo e ombreggiato, con delle panchine. Lungo le pareti della chiesa di Sant’Agnese e oltre, c’è una serie di grandi semiarchi che partono dal suolo. Stanno ad indicare che un tempo qui esistevano delle rimesse per le barche che divennero inutili quando il rio su cui si affacciavano fu interrato. In questo campo avvenne uno degli incidenti più particolari della storia di Venezia. Nel 1866 alcuni uomini stavano scavando un nuovo pozzo nel giardino di una birreria, quando colpirono per sbaglio un pozzo artesiano. Una colonna d’acqua alta ben 36 metri si alzò in aria e coprì di fango e terra la chiesa e gli edifici intorno. Inoltre, ancor prima, successe un altro fatto: sempre qui un carpentiere, tal Giovanni Maria Tirinello, fu la causa della peste del 1630 che portò alla costruzione della chiesa di Santa Maria della Salute.
7. Continua la tua passeggiata lungo le Zattere di Venezia, attraversando i due ponti successivi, e arrivi all’ex Ospedale degli incurabili. Oggi é la sede dell’Accademia delle Belle Arti. L’ospedale si chiamava così perché qui venivano ricoverati i malati di sifilide e altre malattie incurabili. Venne fondato da due nobildonne e poi usato come edificio per l’infanzia abbandonata e per ragazze povere. Fu poi destinato a tribunale dei minori. Prima di essere quello che è oggi ha subito un completo restauro.
8. Prosegui e arriva fino alla chiesa di Santo Spirito. Fondata insieme al convento agostiniano nel 1483, oggi appartiene alla Parrocchia dei Gesuati. Le monache del convento erano ancora più famose delle consorelle di Ognissanti per tenere un comportamento poco decoroso. Il santuario ha un’atmosfera serena e solitaria. Se alzi la testa al soffitto vedrai una decorazione a trompe l’oleil che ti farà vedere ornamenti tridimensionali di stucco invece che dipinti.
9. Attraversa ora il ponte successivo. Trovi sulla sinistra gli antichi Magazzini del Sale, che costeggiano il rio della Fornace. Questa zona, nel XVI secolo ospitava diversi empori per il sale. In uno dei magazzini, ristrutturato su progetto di Renzo Piano c’è la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Il suo scopo é valorizzare le opere di Emilio Vedova, tra i maggiori esponenti dell’Astrattismo informale. Negli ambienti che non vengono utilizzati come sale mostra, ha sede la Reale Società Canottieri del Bucintoro, il più importante circolo di canottaggio della città.
10. Vai ancora avanti per raggiungere la tappa finale della passeggiata: Punta della Dogana. Si tratta dell’ex porto monumentale di Venezia. Dal 2009 i suoi edifici, rimessi a nuovo dall’architetto Tadao Ando, ospitano opere della Collezione Fransçois Pinault.
Da Punta della Dogana si può ammirare l’intero bacino di San Marco fino a Piazza San Marco, l’isola di San Giorgio, la Giudecca con le sue chiese Palladiane e il Canal Grande.
Punta della Dogana e San Giorgio Maggiore
Non mancare di esplorare questa zona della città di Venezia: non te ne pentirai!
Se hai messo in conto di visitare Venezia in 3 giorni con bambini, un giro all’Arsenale è senz’altro un’ottima idea. Sono sicura che i tuoi pargoli rimarranno entusiasti dell’esperienza! Si trova nel sestiere di Castello e rappresenta il luogo dietro le cui mura merlate si svolse la febbrile attività del cantiere navale di Venezia. Qui maestri d’ascia abilissimi costruivano galee, mercantili e altre imbarcazioni ad un ritmo senza pari in Europa. Gli operai dell’Arsenale di Venezia si chiamavano “arsenaloti” ed erano migliaia. Ciascuno con la propria specializzazione, lavoravano in vere e proprie catene di montaggio.
LA STORIA DELL’ARSENALE
La tradizione vuole la sua nascita nel XII secolo (1104), ma per alcuni risale al secolo successivo. L’intero complesso ruota attorno all’Arsenale Vecchio, che comprende l’edificio dove era custodito il Bucintoro, ovvero l’imbarcazione di rappresentanza del Doge. Aumentando le esigenze della Serenissima, crebbe anche la richiesta di navi, perciò anche questo luogo diventò sempre più grande.
Il Bucintoro nell’Arsenale di Venezia
Le fasi di costruzione furono diverse:
Per prima cosa vennero costruite le Corderie della Tana, edificate nel 1303-1304 e poi ricostruite da Antonio da Ponte nel 1579-85. Esse occupano quasi tutta la parte sud.
Altri due ampliamenti vennero realizzati nel 1325 con l’Arsenale Nuovo e nel 1473 con l’Arsenale Nuovissimo.
Inoltre, con l’inizio delle produzioni delle Galeazze (navi da guerra più grandi delle normali galee) fu necessaria l’apertura di officine e capannoni, oltre alla realizzazione del Canale delle Galeazze.
Poichè l’attività dei cantieri erano segretissime, l’arsenale venne circondato da mura, separate dal resto di Venezia da canali naturali e artificiali, che lo abbracciano da ogni parte del complesso.
L’unico accesso da terra è costituito dal grande portale del 1460. La sua funzione di cantiere, la cui produzione non ebbe uguali fino al XVIII secolo, era affiancata anche da quella di base navale: ospitava infatti un flotta di 25 navi pronte a partire all’occorrenza.
Al culmine della sua attività l’arsenale si estendeva su una superficie di 46 ettari, impiegava 16.000 uomini e ospitava 300 società di navigazione. Fino al XVI secolo Venezia mantenne la propria potenza navale grazie ad imbarcazioni a remi, spesso munita di vele (le galee in battaglia erano le più manovrabili). A partire dal XVII secolo però le navi veneziane vennero superate dai velieri olandesi e inglesi, la cui costruzione Venezia non riuscì mai ad eguagliare.
Durante il declino della Repubblica, i suoi abitanti furono sempre più legati alla terra. Nel 1797, alla sua caduta, l’attività del cantiere era cessata del tutto. Il complesso ora è proprietà della Marina Militare e buona parte degli edifici è adibita a spazio espositivo. Alcuni spazi, a lungo in abbandono, sono stati risistemati dal Comitato della Biennale. Questi spazi sono le ex Corderie, l’ex Artiglieria e diverse banchine.
IL PORTALE D’INGRESSO
Considerato uno dei primi esempi di stile rinascimentale a Venezia, risale al 1460 ed è fiancheggiato da due torri. La terrazza, cinta da una cancellata, risale invece al 1692-94. Questa è decorata da una serie di leoni marmorei di varie forme e dimensioni: il più grande, in posizione seduta, era parte del bottino di guerra che il dogeFrancesco Morosini trasse dal porto del Pireo in Grecia.
Le torri all’ingresso. Foto di Miriam Broglia
Giardino delle Vergini
Si trova a sud di Porta Nuova e da questa separata dal Rio delle Vergini. Questa ampia area sorge dove un tempo c’erano un monastero di monache agostiniane e la chiesa Santa Maria delle vergini, entrambi demoliti a metà Ottocento. E’ stato realizzato nel 2010 dal garden designer Olandese Piet Oudolf, che ha partecipato in quell’anno alla XII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Nell’occasione ha creato un giardino fiorito inaspettato, con piante che ha sovrapposto alla vegetazione precedente, e dall’aspetto un po’ “spettinato” e selvatico.
COSA SI PUO’ VISITARE ALL’ARSENALE?
Le aree visitabili sono
L’Arsenale nord tutto l’anno (dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 17.00). Per visite o informazioni sulla porzione di Arsenale di proprietà della Marina Militare è possibile rivolgersi all’Istituto di Studi Militari Marittimi. (www.difesa.it/Protocollo/AOO_Difesa/Marina/Pagine/MSTUDI.aspx )
L’Arsenale sud durante le aperture delle Biennali d’Arte e di Architettura.
Nelle immediate vicinanze, all’interno di uno degli antichi granai di Venezia si trova il Museo Storico Navale. Custodisce collezioni di cimeli artistici e storici legati alla storia della marina italiana, ospitate in 42 sale disposte su 5 piani. Fanno parte del museo anche la vicina Chiesa di San Biagio e il Padiglione delle Navi. Il museo si estende perciò su una superficie espositiva di oltre 6.000 metri quadri.
CURIOSITÀ
Il “bacino di carenaggio” è una parte importante dell’arsenale. Si tratta di una grande area d’acqua utilizzata per la costruzione, la riparazione e la manutenzione delle navi. In pratica, è una sorta di “piscina” artificiale che permette alle navi di essere alzate fuori dall’acqua per lavori di manutenzione o riparazione dello scafo.
Questo luogo era all’avanguardia nelle tecnologie navali e nell’ingegneria.
Una delle caratteristiche più sorprendenti erano le catene difensive. Queste chiudevano l’entrata principale del porto per proteggere la città. Potevano essere alzate e abbassate per controllare l’accesso alle navi nemiche.
L’Arsenale di Venezia è considerato uno dei primi esempi di produzione in serie nella storia. Le navi venivano costruite utilizzando un sistema standardizzato che permetteva una produzione efficiente e veloce.
Se vuoi arrivare preparato alla visita, puoi approfondire le tue conscenze sulla storia della marineria e dei mestieri tradizionali a essa collegati, in ambiente veneziano, guardando questo video prodotto da Controcampo Produzioni – Venezia per Ateneo Veneto e realizzato grazie al contributo della Regione Veneto
Da Piazzale Roma e dalla Stazione alla Biennale di Venezia: si arriva con le linee ACTV di vaporetto. La linea 6 è la più veloce ma la linea 1 permette un tragitto completo di tutte le fermate lungo il Canal Grande. Da Riva degli schiavoni invece si può andare a piedi con una passeggiata di un quarto d’ora abbondante.
Se sei curioso o curiosa di capire come vengono costruite le gondole, fai una visita allo Squero di San Trovaso. Si trova nel sestriere di Dorsoduro (Fondamenta Bonlini, 1097), a pochi passi dalla Collezione Peggy Guggenheim. Si tratta di uno dei pochi cantieri rimasti dove si costruiscono e si riparano le imbarcazioni tipiche della laguna di Venezia. Oltre alle gondole, infatti, in questo posto, attivo dal 1600, prendono vita non solo gondole, ma anche pupparini, sandoli, sciopòni. É ben visibile dalle Fondamenta Priuli, dall’altra parte del Rio Trovaso su cui si affaccia.
Il nome San Trovaso è una contrazione dialettale dei due santi patroni, san Gervasio e san Protasio.
Il termine squero invece deriva dalla parola squara, che in dialetto veneziano indica la squadra di persone (i maestri d’ascia, o anche squerarioli) che collaborano alla realizzazione delle imbarcazioni. Un’altra ipotesi collega la parola squero al greco eschárionovvero cantiere.
Ma come è fatto lo Squero di San Trovaso?
L’edificio che lo ospita non ha nulla a che fare con l’architettura tipica veneziana. Come gli altri squeri ha la forma caratteristica delle case di montagna, cosa eccezionale per la città lagunare. Come mai? La risposta è da ricercare nella provenienza dei maestri artigiani . Arrivavano infatti dalle zone del Cadore, a nord del Veneto, da cui giungeva il legname per la costruzione delle imbarcazioni. Caratteristiche di queste costruzioni erano il piazzale inclinato verso il canale per l’accesso delle imbarcazioni e una tettoia di legno, chiamata tesa, usata per lavorare al riparo dalla pioggia e come deposito degli strumenti di lavoro. Nello Squero di San Trovaso le gondole vengono lavorate interamente a mano, con le tecniche di una volta. Anche la loro movimentazione viene fatta esclusivamente grazie alla forza delle braccia. Per la sua posizione è molto facile fotografarlo. Non mancare di fare qualche scatto!
Lo Squero di San Trovaso. Foto di Matthia Suessen – Wikipedia
Come raggiungerlo
A piedi: segui le indicazioni che dalla Stazione di Santa Lucia portano a Piazza San Marco attraverso il Ponte dell’Accademia
In vaporetto: dalla stazione ferroviaria Venezia Santa Lucia prendi la linea 2 e scendi alla fermata Zattere. Da qui arriverai con una passeggiata di soli 3 minuti.
Come visitarlo
Lo squero organizza visite guidate che durano circa mezz’ora che permettono di capire le caratteristiche delle gondole e le tecniche di lavorazione. Per tutto il percorso verrai accompagnato o accompagnata da un maestro d’ascia.
Essendo un luogo di lavoro, per accedere alle visite dovrai accordarti via mail: info@squerosantrovaso.com. Per tutte le info visita il sito web ufficiale dello squero.
Come si costruisce una gondola
Ancora al giorno d’oggi queste particolari imbarcazioni sono completamente realizzate da artigiani ancora in attività. Per costruirla possono volerci fino a tre mesi. Il cosiddetto squerarolo lavora a mano, senza l’aiuto di un progetto scritto e soprattutto personalizzando l’imbarcazioni in base alle richieste dell’acquirente. La gondola è il vero gioiello dell’arte nautica veneziana. Nel corso del tempo ha subito modifiche e miglioramenti. É realizzata con ben 8 diversi tipi di legno, con proprietà diverse, che vengono essiccati in modo naturale (1 o 2 anni) Consta di 280 pezzi, è lunga di 11 metri, ed il suo peso varia tra i 350 e i 400 chili. Ha una forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro. É caratterizzata da un lungo remo, manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero chiamato fórcola. Questo si inserisce nel suo apposito alloggiamento e viene sfilato dopo l’uso.
La gondola ha bisogno di una costante manutenzione, perciò viene ridipinta ogni due anni. Il colore della gondola è nero. Inizialmente era dovuto al colore della pece, usata per impermeabilizzare lo scafo. Poi venne esteso a tutta la barca a seguito dei decreti del Senato veneziano e dei Provveditori alle Pompe (dal 1609) finalizzati a limitare l’eccessivo sfarzo nella decorazione delle imbarcazioni, anticamente coperte di stoffe preziose e dorature.
Per costruire le gondole vengono usati legni di larice e abete per le parti che andranno in acqua, ciliegio, rovere, mogano, tiglio, olmo e noce invece per le parti portanti.
La costruzione della gondola passa per diverse fasi:
COSTOLATURA: viene realizzato lo scheletro dell’imbarcazione usando costole maestre, disposte su un apposito letto di legno
FISSATURA DELLE FIANCATE DI LEGNO: prima queste vengono preparate per renderle più malleabili bagnandone una parte e scaldandone l’altra utilizzando canne di palude. Dopo di ciò ogni pezzo viene fissato
CAPOVOLGIMENTO DELLA GONDOLA: in questa fase viene accentuata la su forma a mezzaluna. Ogni gondola deve essere realizzata a seconda del peso del suo gondoliere, ovvero la persona che la ha commissionata.
REALIZZARIONE DEL FONDO PIATTO: viene costruito il fondo piatto in abete e si realizza il ferro di prua. una volta quest’ultimo serviva ad appesantire la gondola e facilitare così la navigazione. Oggi ci sono altri accorgimenti e il ferro di prua, che rimane come simbolo di Venezia, è fatto di alluminio.
Una curiosità: dal momento che è storta verso destra, come mai la gondola non si rovescia? Perché il gondoliere, rimanendo in piedi fa si che si raddrizzi. In pratica la stabilizza.
Se sei indeciso sui posti da visitare a Venezia ti capisco benissimo. É infatti un luogo come nessun'altro: con i suoi canali tortuosi e il labirinto di strade strette, è facile perdersi nella bellezza di questa città galleggiante. Ma non preoccuparti, ad aiutarti a scegliere ci penso io con il mio elenco delle migliori attrazioni da visitare a Venezia. Dall'iconica Basilica di San Marco al pittoresco Ponte di Rialto, c'è qualcosa per tutti in questa città storica. Perciò indossa scarpe comode, munisciti di macchina fotografica e di tanta curiosità...il viaggio comincia!
Top 5 dei posti da visitare a Venezia
1. Basilica di San Marco
É la prima attrazione di Venezia che qualunque turista giunto in città corre a vedere (QUI per i biglietti!). La sua magnificenza lascia sbalorditi: non a torto Charles Dickens la definiva "Irreale, fantastica, solenne, incredibile da cima a fondo". Non è difficile perciò capire perchè milioni di persone ogni anno arrivino da tutte le parti del mondo per visitarla. La basilica, un tempo cappella ufficiale del doge, divenne cattedrale della città solo ne 1807 e rappresenta l'unicità di Venezia, che dalla sua posizione univa Occidente e Oriente, sia nei periodi di pace, che in quelli di guerra.
Destinata ad accogliere le spoglie di San Marco, la sua costruzione iniziò nell’825 d.c. ma venne danneggiata durante un incendio nel corso del X secolo. Dal 1060 il Doge Domenico Contarini ne ordinò la ristrutturazione che prevedeva però il mantenimento dell’impianto originale. La nuova struttura aveva evidenti prestiti dall’architettura orientale. Venne infatti costruita sul modello della Basilica dei Santi Apostoli di Costantinopoli. Eretta su una pianta a croce è sormontata da 5 cupole rotonde a loro volta coronate da cupolette a cipolla. La facciata è strepitosa: presenta due livelli di 5 arcate con coronamento gotico ed è decorata con splendidi mosaici, ancor più meravigliosi quando vengono colpiti dalla luce del sole, specie al tramonto! Per più di 500 anni i dogi proseguirono ad ingrandire e abbellire la basilica arricchendola con una grande quantità di tesori, frutto delle razzie perpetrate durante le Crociate nel vicino Medio Oriente, soprattutto a Costantinopoli. Curiosità: per la prima volta, come riportato da Il Giornale dell'arte, nel 2024 finanziamenti pubblici sosterranno in parte 4 interventi di restauro.
Quando visitarla
Da novembre a marzo/aprile (Pasqua): 9.45-17.00, domenica e festivi 14.00-16.00 Da marzo/aprile (Pasqua) a novembre: 9.45-17.00, domenica e festivi 14.00-17.00 (salvo variazioni per celebrazioni liturgiche).
Come raggiungerla
La cosa migliore è andarci a piedi, con una bella passeggiata con cui potrai già iniziare a conoscere la città. Ci si impiegano più o meno 30-40 minuti. Se opti invece per il vaporetto:
Da Piazzale Roma prendi le linea 1 (circa 40 min), 2 (circa 30 min) o 5.1 (circa 20 min). Le ultime due linee sono dirette.
Dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia prendi le linea 1 (circa 35 min), 2 (circa 25 min) o 5.1 (circa 25 min).
2. Palazzo Ducale
Sicuramente da inserire nella lista dei posti da visitare a Venezia, è tra le principali attrazioni della Serenissima. Si trova proprio nel cuore della città, nel Sestiere San Marco. Insieme alla Basilica, al Campanile e alla Torre dell'Orologio, ha reso Piazza san Marco uno dei luoghi più visitati al mondo. Proprio per questo come è noto, sono lunghissime le file per entrare a visitarlo. Per saltare la coda e dedicare tutte le tue energie alla visita, ti consiglio perciò di acquistare i biglietti on line. Capolavoro dell'architettura civile veneziana, si affaccia sul molo con la su massa alleggerita da un portico e un loggiato sovrapposti, sui poggia una parete piena, decorata di marmi bianchi e rosati, a motivi geometrici. Rappresenta la massima espressione della potenza di Venezia e del suo impero. Indubbiamente il palazzo, nella sua magnifica ricchezza, esprime il desiderio di esaltarsi e mostrarsi come stato ricco, potente e favorito da Dio.
Quando venne fondato, nel IX secolo d.c., sotto il doge Agnello Partecipazio, fungeva da fortezza e mantenne il suo aspetto fortificato fino al primo terzo del XII secolo. Da questo periodo in poi, ci furono una serie di interventi che portarono al trionfo del gotico. Il palazzo venne diviso in 3 parti che inglobarono le strutture precedenti: la parte verso il Bacino di San Marco, la più antica, ospita la Sala del Maggior Consiglio, la parte verso la piazza, dove si trova la Sala dello Scrutinio e la parte sul lato opposto, dove invece risiedeva il doge e si trovavano gli uffici del Governo.
Queste parti sono state realizzate in momenti diversi nel corso dei secoli, ma fondendo sapientemente ed armonicamente stili ed elementi architettonici, che hanno dato come risultato un tesoro unico al mondo.
Quando visitarlo
Dal 1 aprile al 31 ottobre: da domenica a giovedì 8.30 – 21.00 (ultimo ingresso ore 20.30), venerdì e sabato 8.30 – 23.00 (ultimo ingresso ore 22.30) Dal 1 novembre al 31 marzo: 8.30 – 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30)
Come raggiungerlo
La cosa migliore è arrivarci a piedi. Farai una bella passeggiata e inizierai a conoscere la città. Ci vorranno più o meno 30-40 minuti. Se opti invece per il vaporetto:
Da Piazzale Roma: Linea 1 fermata Vallaresso o San Zaccaria Linea (40 minuti); 2 fermata Giardinetti (30 minuti); Linea 5.1 (la più veloce, impiega 20 minuti) o Linea 4.1 (30 minuti), fermata San Zaccaria
Dalla Stazione Ferroviaria di Venezia Santa Lucia: Linea 1 fermata Vallaresso o San Zaccaria; Linea 2 fermata Giardinetti; Linea 5.1 fermata San Zaccaria
3. Ponte di Rialto
Non deve mancare nella tua lista dei luoghi da visitare. Uno dei simboli eterni di Venezia si trova proprio sull'ansa, nel punto più stretto del Canal Grande di cui unisce le due rive. Non puoi mancare di fotografarlo (è sicuramente tra i posti instagrammabili a Venezia), né di utilizzarlo come luogo da cui immortalare la città. Il ponte è sempre pienissimo di turisti che lo attraversano, attirati dalla profusione di botteghe e negozi posti su entrambi i lati. Analogamente al Ponte Vecchio di Firenze, si trovano soprattutto gioiellerie, profumerie, articoli in pelle e in seta.
Visto il perenne affollamento, per godertelo al meglio ti suggerisco di visitarlo nei momenti di minore afflusso, come al mattino presto o verso il tardo pomeriggio.
É uno dei 4 ponti che, insieme al Ponte dell'Accademia, al Ponte degli Scalzi e al Ponte della Costituzione attraversano il Canal Grande. Il primo passaggio che collegava le due sponde del canale fu un ponte di barche costruito nel 1180. Ne seguirono delle versioni in legno nel 1264 e nel 1310. Nel 1444 crollò sotto il peso degli spettatori che si erano radunati per assistere al passaggio della sposa del marchese di Ferrara. Dopo quell'evento venne ricostruito in solo 3 anni su progetto dell'architetto Antonio da Ponte che lo realizzò in marmo.
Come raggiungerlo
Puoi arrivare dal Ponte di Rialto facilmente con la line a 1 e 2 del vaporetto. La fermata è Rialto A piedi da piazzale Roma con una passeggiata di circa 20 minuti.
4. Il Teatro La Fenice
Se sei appassionato dell'Opera o semplicemente ami il teatro, questa è una tappa immancabile del tuo itinerario per visitare Venezia. Si tratta infatti del principale teatro lirico di Venezia, oltre ad essere tra i più prestigiosi. Qui hanno eseguito le loro opere maestri come Gioacchino Rossini, Vincenzo Bellini e Giuseppe Verdi, così come artisti del Novecento del calibro di Igor' Stravinskij, Sergej Prokof'ev ed altri ancora.
Il teatro (apre alle 9,30 del mattino) si trova nelsestiere San Marco, a cinque minuti a piedi dalla omonima piazza. Costruito a partire dal 1790 da Antonio Selva e inaugurato con l'opera "I giochi di Agrigento" di Giovanni Paisiello. Spettatori illustri de La Fenice furono, nel 1859, l’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe e sua moglie Sissi (occuparono il gran palco reale) e Vittorio Emanuele III e Elena di Montenegro nel 1895. Nell’arco di 200 anni venne distrutto due volte (1836 e 1996), e come l’uccello di cui porta il nome, per due volte è risorto dalle sue ceneri. Dalla sua riapertura, il 1° gennaio del 2004 ospita il famoso Concerto di Capodanno, trasmesso in diretta dalla Rai e anche dai principali canali televisivi di Austria, Germania, Svizzera, Albania e Francia.
Lo si può visitare (QUI per i biglietti) e la visita prevede un tour tra gli stucchi e le decorazioni dorate delle prestigiose sale. Scoprirai i retroscena e i segreti del Teatro e dei suoi protagonisti, ripercorrendone la storia dalle origini fino ai nostri giorni.
Quando visitarlo
Il Teatro è aperto per le visite tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00. Si possono verificare variazioni di orario per ragioni artistiche o tecniche
Come raggiungerlo
Puoi arrivarci tranquillamente a piedi (ve lo consigliamo) con una passeggiata di 25 minuti circa. Se scegli di raggiungerlo in vaporetto:
Linea 1, fermate Rialto, Sant'Angelo, San Samuele o San Marco (Vallerosso)
Linea 2, fermate Rialto o San Marco (Vallerosso)
5. Le isole della laguna
Tra i posti da visitare a Venezia non possono mancare le isole della laguna. Fare giro a Burano, Murano e Torcello si rivelerà senza dubbio una bellissima esperienza (prenotate qui i biglietti per il Tour). Murano è famosa per la lavorazione del vetro. Qui verso la fine del Duecento si trasferì la maggior parte dei laboratori in cui avveniva la lavorazione del vetro. Questo per allontanare da Venezia le fornaci e con esse il pericolo di incendi. Da non perdere il museo del vetro, se vuoi scoprire la storia del vetro e delle sue tecniche di lavorazione. Non mancare di andare in una delle diverse fornaci se invece ti piace l'idea di osservare gli artigiani all'opera. Ne rimarrai affascinato. Le fornaci si concentrano soprattutto lungo le fondamenta dei vetrai.
Un'altra tappa della tua visita a Murano può essere la Chiesa dei santi Maria e Donato e i suoi splendidi mosaici.
Vale la pena visitare anche Burano, un’incantevole villaggio di pescatori famosa per i suoi merletti. Oggi è difficile trovare dove ancora li fanno a mano, ma se ne siete amanti potrete trovarli al Museo del Merletto, che si trova nella Piazzetta dell’isola. Arrivato a Burano verrai colpito prima di tutto dal colore. L'isola è infatti caratterizzata da case colorate con colori pastello vivacissimi che furono scelti dai pescatori che desideravano vederle spuntare il prima possibile sull’orizzonte. Non andare via senza assaggiare i buranelli, dolci tipici dell'isola, a forma di ciambella
Vai alla fermata Fondamenta Nuove e prendi la linea LN del vaporetto per andare a Torcello. Quest’isola ha una piazza principale ormai assediata dalla vegetazione e pochi edifici e monumenti dall’aspetto trascurato. Oggi abitata da pochissime persone, Torcello si trova a cinque minuti di vaporetto da Burano. Arrivato sull’isola segui le Fondamenta Borgognoni che costeggiano il canale e che portano al cuore dell’isola in 10 minuti. Qui verrai immerso in un’atmosfera decadente e rurale. Nonostante lo stato di abbandono, Torcello permette ai visitatori di farsi un’idea del luogo in cui sorse il primo insediamento urbano della laguna. Da visitare c’è la Basilica di Santa Maria dell’Assunta, fondata nel VII secolo e che rappresenta la più antica cattedrale di Venezia. L’edificio visibile oggi risale all’ampliamento dell’824 e alle ricostruzioni del 1008. E’ possibile salire in cima al campanile. Da non perdere anche il trono di Attila, situato al centro della piazza, il museo di Torcello, il ponte del diavolo, secondo la leggenda edificato dal diavolo in una sola notte e perciò rimasto incompiuto.
Come raggiungerle
Vaporetto: Se parti dal centro storico, la fermata più comoda è dalle Fondamente Nuove, da dove parte quello più veloce.
Da Venezia a Murano : prendete il vaporetto n. 12, arriverete in 10 minuti.
Da Murano a Burano: dalla fermata Faro salite sul vaporetto nr. 5. il viaggio dura una mezz'oretta.
Da Burano a Torcello: prendete il vaporetto n. 9 che passa ogni 15 minuti facendo da navetta tra le due isole. La durata del tragitto è brevissima, solo 5 minuti.
Nel momento in cui dovete rientrare a Venezia:
Se siete a Burano: prendete il vaporetto n. 12 che ferma a Murano e poi alla Fondamenta nuove. il tempo di percorrenza è di circa 40-45 minuti.
Se siete a Torcello: se rientrate dopo le 18.00 prendete il vaporetto n. 12 che arriva a Fondamenta Nuove. Se invece rientrate prima andare a Burano e da lì prendere il vaporetto n. 12
Un'altra maniera per raggiungere le isole della laguna è fare un tour guidato...non dovrete pensare a nulla se non a godervi la visita! Potrete trovare alcune proposte a questo link.
Siete in cerca di posti instagrammabili a Venezia? Niente di più facile: ovunque vi giriate trovate scorci incantevoli, palazzi bellissimi, monumenti da immortalare. Non basterebbe un articolo intero per elencarvi tutto ciò che potreste fotografare, perciò ci limitiamo a indicarvi 5 luoghi simbolo di questa meravigliosa città che vale la pena siano oggetto dei vostri scatti.
A seconda del periodo in cui visiterete la città, del meteo, (ci sarà pioggia, sole, nebbia, neve?) o del momento della giornata in cui deciderete di fare le foto, le condizioni di luce e l’atmosfera saranno diverse e di conseguenza anche il risultato. Va da sè che il momento migliore è al tramonto, quando la luce calda del sole dona alla città tonalità magnifiche e i canali si riempiono dei colori dei palazzi riflessi sull’acqua. Se siete mattinieri e non soffrite le levatacce, riuscirete ad ottenere foto strepitose anche all’alba.
5 posti instagrammabili a Venezia
Quando si va sul classico non si sbaglia mai. Perciò, se postate su Instagram o altri social i vostri scatti delle principali attrazioni di Venezia il successo è garantito. Ma come realizzare delle foto ben fatte? Da quale prospettiva si hanno i risultati migliori? Seguite i consigli che vi diamo qui sotto!
1. PONTE DI RIALTO
Il ponte di Rialto a Venezia
Partiamo da un classicone: come si fa ad andare via Venezia senza immortalare questo simbolo della città in tutto il mondo? E’ il più antico e più monumentale della città e si trova nel sestiere di San Polo, ossia la zona che è sempre stata, ed è tutt’ora, dedicata al commercio. E’ stato il primo a unire le rive del Canal Grande e collega San Polo al sestiere di San Marco. Era un ponte in legno che si poteva sollevare, permettendo così il passaggio delle imbarcazioni. Venne chiamato del Quartarolo, o ponte della Moneta, dal nome della moneta che si doveva dare per attraversarlo.
Venne restaurato e abbellito diverse volte, finchè, vecchio e malandato, nel 1444cadde sotto il peso delle troppe persone, accorse per vedere sfilare il corteo che accompagnava la Marchesa di Ferrara. Così, nel XVI secolo si prese la decisione di costruirlo in muratura e, al concorso indetto (a cui (avevano partecipato anche alcuni dei maggiori architetti del tempo come Andrea Palladio e Vincenzo Scamozzi) venne approvato il progetto di Antonio da Ponte che terminò di costruirlo nel 1588, sotto il Dogado di P. Cicogna. Per realizzarlo si spesero più di 250.000 ducati, una somma altissima per l’epoca. Il Ponte, ad un’unica arcata con la corda di oltre 28 metri, ha due file di negozi, collegate tra loro al centro da due archi. É un’attrazione di Venezia perennemente affollata di turisti che lo attraversano o si fermano per comprare souvenir. Nel 2021 si è finalmente conclusa la campagna di restauro del costo di 5 milioni di euro avviata nel 2012 dal gruppo OTB di Renzo Rosso, a cui fanno capo i marchi di moda Diesel, Maison Margiela, Marni, Viktor&Rolf.
Potete realizzare i vostri scatti da queste prospettive:
Dalla riva sinistra del Canal Grande, vicino all’ingresso del mercato di Rialto, per avere una vista panoramica del ponte e delle case sulle due sponde
Dalla piattaforma in pietra lungo il lato destro scendendo dal ponte sul lato verso San Polo. Questo è un posto più tranquillo
Dalla Pescaria San Bortolomio o dalla Fondamenta Vin Castello, nel Sestiere di San Polo. Questa è l’ultima calle a sinistra prima di salire sul ponte. Da questo punto tranquillo avrete una vista semi laterale sul ponte, e, se ne avrete bisogno, potrete posizionare anche il cavalletto.
In entrambi i casi avrete una bella inquadratura del ponte con le gondole e i vaporetti che passano davanti.
Da una gondola, navigando lungo il Canal Grande, per catturare una vista unica e originale del ponte e della città circostante
In ogni caso, è importante scegliere il momento giusto per scattare la foto, come durante il tramonto o di sera, quando le luci creano un’atmosfera romantica e suggestiva.
COME RAGGIUNGERLO
Con il vaporetto: potrete arrivare dal Ponte di Rialto facilmente con la line a 1 e 2 del vaporetto. La fermata è Rialto A piedi da piazzale Roma: con una passeggiata di circa 20 minuti.
2. PIAZZA SAN MARCO
Tra i posti instagrammabili a Venezia c’è senza dubbio la bellissima piazza San Marco, il salotto della città. La bellezza e la magnificenza di questo luogo, che racchiude in sé la maggior parte delle attrazioni principali lascia davvero senza respiro. La Basilica, il Campanile, Palazzo Ducale, la Torre dell’orologio la rendono una delle piazze più belle del mondo. La piazza rappresenta da sempre il cuore della città, il luogo dove ci si incontra e dove si svolgono gli eventi più importanti.
É strutturata in 3 zone: la piazza, che è la zona compresa tra le Procuratie Vecchie, le Procuratie Procuratie Nuove e le Procuratie Nuovissime; la piazzetta San Marco, ossia il prolungamento dell’area davanti a Palazzo Ducale (qui è edificata la Libreria, dove ci sono le rarità della Biblioteca Marciana e la piazzetta dei Leoncini, cioè la zona a sinistra della Basilica di San Marco.
Le foto migliori sicuramente le otterrete con le luci dell’alba o del tramonto perchè queste riempiranno maggiormente la scena, caricandola di pathos. In piazza san Marco ogni angolo è buono per scattare una foto, ma noi ti suggeriamo queste prospettive:
Dal lato opposto alla Basilica, vicino al Museo Correr. Se vi munite di grand’angolo si possono fotografare San Marco, il Campanile e tutta la piazza in una sola inquadratura.
Dal lampione in Piazzetta San Marco per fotografare Palazzo Ducale visto di Spigolo
Dalla Torre dell’Orologio: da qui avrete una vista a 360 gradi sulla piazza e sulla città.
Dalla Basilica di San Marco: questa posizione offre una vista ravvicinata sulla piazza e sul suo famoso campanile.
Ovviamente piazza San Marco è sempre piena di turisti, perciò dovrete avere tanta pazienza prima di scattare. Se volete avere questo posto meraviglioso tutto per voi dovrete alzarvi molto presto per andare a fare le vostre foto all’alba. A parte il fatto che sarà deserto, la luce sarà perfetta. Se andate al tramonto in una giornata di sole potrete fotografare i mosaici dorati della basilica in tutto il loro splendore.
COME RAGGIUNGERLA
Con il Vaporetto: dalla stazione o da Piazzale Roma prendete la linea 1 e 2 scendendo alla fermata Vallaresso Dal Tronchetto: prendete la linea 2 del vaporetto Da aeroporto Marco Polo: utilizzatele imbarcazioni di Alilaguna linea Blu, Rossa e arancione (solo da aprile a ottobre). A piedi da Piazzale Roma: con una passeggiata di circa mezz’ora
3. SANTA MARIA DELLA SALUTE
Un altro bel soggetto per i vostri scatti social può essere l’imponente chiesa di Santa Maria della Salute, uno dei punti di riferimento più noti di Venezia. Proprio per la su enorme mole, questo gioiello barocco lo si può ammirare molto meglio in lontananza che da vicino. Ed con questo intento lo costruì Baldassarre Longhena nel 1630 su commissione del Senato di Venezia come ex voto alla Madonna per la fine della peste. Una statua di Maria con il bastone di Capitana de mar, infatti, è posta in cima alla grossa cupola che sovrasta la chiesa. Dal 681 l’edificio divenne il punto di arrivo della processione in onore della presentazione di Maria, che partiva da San Marco e che, dopo aver scavalcato il Canal Grande con un ponte di barche gettato per l’occasione dalla chiesa di Santa Maria del Giglio, qui terminava. La processione si svolge tutt’ora durante la Festa della Salute che si tiene il 21 novembre.
Vi consigliamo di fotografare la chiesa di Santa Maria della salute da questi punti:
Lungo Canal Grande: fotografare la chiesa da questa prospettiva offre una visuale interessante, con la possibilità di includere alcune gondole nella vostra immagine.
Dal Ponte della Salute, per una vista mozzafiato sulla chiesa e sul Canal Grande.
Dal Ponte dell’Accademia: da qui si può catturare un’immagine suggestiva della chiesa e dei suoi dintorni, con il Canal Grande come sfondo
Dalla Punta della Dogana, questa posizione offre una vista panoramica della chiesa e della Piazza San Marco.
Alla fine del Ponte dei Sospiri o lungo il Canal Grande dalla parte di San Giorgio Maggiore. Questi punti offrono viste spettacolari sulla basilica e sulla sua posizione sul Canal Grande.
Suggeriamo inoltre di scattare al tramonto o di sera, quando la luce è più soffusa e le tonalità più calde creano un’atmosfera più suggestiva.
COME RAGGIUNGERLA
La soluzione più economica per arrivare da Basilica di Santa Maria della Salute a Stazione di Venezia Santa Lucia è linea 6 del traghetto che impiega 32 min.
A piedi è raggiungibile in 30 minuti partendo dalla Stazione Santa Lucia e attraversando il Ponte della Costituzione. Da Piazza San Marco è necessario prendere il vaporetto n.1 che passa ogni 8 minuti.
4. PONTE DEI SOSPIRI
Il Ponte dei Sospiri visto da Palazzo Ducale
Nella top five dei posti instagrammabili a Venezia non può mancare il Ponte dei sospiri, uno dei più bei ponti della città e simbolo indiscusso della Serenissima.Si trova nel Sestiere di San Marco, in piazza San Marco, perciò nel pieno centro della città.
Costruito su progetto di Antonio Contin, venne edificato nel 1602 per collegare Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove. Perciò, a dispetto del nome romantico, questo ponte pensile e chiuso, che attraversa Rio di Palazzo, aveva la funzione di trasferire in massima sicurezza i detenuti dalle prigioni agli uffici del Tribunale. È composto da due stretti corridoi, uno per chi entrava e uno per chi usciva dalle carceri. Il suo nome deriva dalla tradizione romantica che voleva che i condannati sospirassero nel passarvi sopra, perchè non avrebbero più rivisto la città.
Il punto più famoso dove scattare una foto al ponte è senza dubbio dal Ponte della Paglia, che collega Piazza San Marco con Riva degli Schiavoni. Sono migliaia le persone che lo immortalano da qui perché è il modo più veloce. Per questo però è anche il punto da cui è difficile fotografarlo senza avere gente che vi passa davanti. Perciò dovrete armarvi di santa pazienza.
Potete fare foto al ponte anche
Da una gondola, per avere una prospettiva diversa
Dal Ponte della Canonica, dietro Piazzetta dei Leoncini
Da sotto le arcate del Palazzo delle Prigioni. C’è una stretta banchina che si affaccia sul Rio di Palazzo da dove potrete ottenere uno scatto perfetto. Prestare attenzione per non cadere in acqua!
Da San Giorgio Maggiore, se volete avere una prospettiva più ardita che inquadri il ponte, Palazzo Ducale e il palazzo delle Prigioni Nuove e il Ponte della Paglia.
COME RAGGIUNGERLO
A piedi dalla stazione di Santa Lucia: usciti dalla stazione dirigetevi verso il Canale della Giudecca. Proseguite poi ungo il canale mantenendovi sulla sinistra fino ad arrivare al ponte di Calatrava. Attraversatelo e proseguite dritto fino ad arrivare al Ponte dei sospiri. Il percorso è di circa 15-20 minuti e vi offrirà un’opportunità per ammirare alcune delle bellezze di Venezia lungo la strada. Con il vaporetto: prendete la linea 1 o 2 e scendete alla fermata fino alla fermata San Zaccaria
5. LIBRERIA ACQUA ALTA
L’originale Libreria Acqua Alta a Venezia
Si trova nel cuore di Venezia (Calle lunga Santa Maria Formosa 5176/B) nel sestiere Castello, alle spalle della Basilica di San Marco ed è poco distante dalla Fondazione Querini Stampalia. Per entrare si accede da due ingressi: quello principale è in Calle Lunga Santa Maria Formosa, quello secondario, più affascinante, si trova in un vicolo stretto, Calle Bragadin o Pinelli. Per la sua particolarità è senza dubbio uno dei posti instagrammabili a Venezia.
Infatti ciò che la rende veramente speciale è la sua selezione di libri: troverai volumi di ogni genere, dai classici ai libri d’arte, tutti ammassati in modo creativo e accatastati in posti inaspettati, come ad esempio in vecchie vasche da bagno e in una gondola al centro del negozio. Sono originali arresi galleggianti per preservarli in caso di acqua alta Il proprietario è un vero appassionato di libri e la sua passione si respira in ogni angolo della libreria. Per la sua atmosfera unica e accogliente la libreria è diventata una popolare attrazione turistica. La BBC l’ha inserita fra le 10 librerie più belle del mondo.
Un altro elemento iconico di questa libreria è senz’altro la scala fatta con vecchie enciclopedie destinate al macero che si trova nel cortile che si affaccia sui canali e i palazzi di Venezia. E’ un posticino molto originale sicuramente instagrammabile. Visto che il posto è piuttosto piccolo. consigliamo l’uso del grand’angolo. Non mancate di foptografare anche i veri padroni di questo luogo, i fantastici gatti che sia aggirano tranquillamente per il locale. Un altro consiglio: per fotografare la libreria scegliete un’ora di luce adatta, magari durante le prime ore del giorno o alla fine del pomeriggio, quando questa è più morbida e dorata.
Se andate presto (apre tutti i giorni alle 9.00), eviterete la ressa di persone che la visitano quotidianamente e che rendono un po’ più complicato fare delle belle foto.
COME RAGGIUNGERLA
A piedi: da piazza San Marco arriverete con una passeggiata di 7 minuti. Lo stesso tempo ci va se partite dal ponte di Rialto. Ci va decisamente di più se partite dalla stazione Santa Lucia. In questo caso contate 35-40 minuti. In vaporetto: prendete la linea 1 o 2 e scendete alla fermata San Tomà. Dalla fermata, la libreria si trova a pochi minuti a piedi.
Se la si guarda dalle Fondamenta delle Zattere, la Giudecca assomiglia alla scenografia di un teatro, con le sue case e le tre chiese del Palladio, capolavori neoclassici, il cui splendore può essere colto appieno solo se ammirate da lontano. Insieme alla preziosa chiesetta risalente all’IX secolo, intitolata a Sant’Eufemia, le gemme palladiane valgono da sole un’uscita attraverso il canale. L’isola fa parte di Venezia e della laguna ma, probabilmente per il fatto che non è collegata al centro storico, è riuscita a mantenere una sua identità. È formata da 8 isolotti collegati tra di loro da diversi ponti e costituita da una fondamenta continua costeggiata dal canale della Giudecca. La Giudecca è l’isola più estesa della Serenissima ed è da sempre un luogo tranquillo, una zona residenziale che conta circa 5000 abitanti e una presenza turistica non particolarmente grande. Se soggiorni a Venezia, è sicuramente un luogo da visitare. Un piccolo scrigno che ospita al suo interno alcune tra le chiese e le architetture più belle di tutta la laguna. Può essere un’ottima idea se vuoi fuggire per mezza giornata dall’intensa folla turisti che quotidianamente invadono la città.
1. La Giudecca. Un po’ di storia
Nel periodo medievale e rinascimentale, l’isola ospitava ben 7 monasteri. Oggi invece vi risiedono solo i frati cappuccini del Redentore e le suore canossiane. Qui soggiornò durante l’esilio da Firenze anche Michelangelo, in cerca di solitudine. La parte sud era inoltre il luogo preferito dai nobili veneziani per la costruzione delle loro ville estive.
Sull’isola erano presenti molti orti produttivi e giardini dai mille colori: nel XVIII secolo questi ultimi venivano affittati per gli appuntamenti d’amore, o come è riportato schiettamente da un documento, per “orge e baccanali”. Di tanto splendore verdeggiante oggi rimangono solo poche tracce: un esempio è il lussuoso Hotel Cipriani, che presenta una bellissima oasi davanti alla laguna. L’altra parte della Giudecca è stata a lungo abitata dalla classe operaia. Molte famiglie infatti lavoravano presso le numerose industrie che erano sorte dove una volta si trovavano i giardini lussureggianti e i monasteri che erano stati soppressi.
Tra il XIX e il XX secolo di queste fabbriche ce ne erano molte: alcuni esempi sono il Molino Stucky (era un mulino da grano, poi diventato pastificio ed oggi un lussuoso hotel), le fabbriche di orologi, di pianoforti, fuochi di artificio e birra. Oggi, negli spazio ormai vuoti degli ex cantieri navali hanno trovato ubicazione, locali, ristoranti e loft che fungono da spazi abitativi e da lavoro. Sono molti gli artisti e gli artigiani che hanno il loro studio o la loro bottega qui.
2. Origine del nome
Sono diverse le teorie sull’origine del nome di questa isola della laguna:
In tempi molto lontani veniva chiamata Spinalonga, prabilmente a causa della sua forma allungata a spina di pesce. Il suo ampio canale era chiamato Canale Vigano.
Alcuni studiosi ritengono che il nome Giudecca derivi da giudei (zudei in veneziano e da qui Zuecca), cioè dagli ebrei che vivevano sull’isola. Ma questa è una tesi che è ormai stata messa da parte.
Un’altra teoria è quella che vuole che il nome derivi dai giudicati, ovvero i nobili veneziani ribelli che vennero giudicati, appunto, e banditi qui nel IX secolo.
3. In giro per la Giudecca: l’itinerario
Puoi raggiungere la tua destinazione esclusivamente via mare con il vaporetto. Puoi prendere la linea 2 o la linea 5.1. Se parti dalla stazione di Venezia Santa Lucia ci metterai più o meno mezz’ora. Se invece parti da vicino Piazza San Marco il tempo di percorrenza è di circa 5 minuti.
1. Parti dall’isola di Sacca Fisola, che si trova nella parte più occidentale dell’isola, da cui è separata dal Canale dei Lavraneri. Ci arrivi con le linee del trasporto pubblico Actv 2, 4.1, 4.2 e N. Questa zona è un’area residenziale edificata di recente.
Molino Stucky
2. Attraversa il ponte dei Lavraneri in legno e raggiungi alla vostra sinistra il Molino Stucky. Lo potete riconoscere da lontano grazie alle imponenti e particolari dimensioni e ai suoi mattoni. Si tratta di un antico mulino e deve il nome al suo costruttore, l’imprenditore Giovanni Stucky, che lo fece costruire a fine Ottocento. Qui, grazie alla corrente del canale della Giudecca arrivava tutto il grano che veniva poi trasformato in farina. gli operai che lavoravano in questo posto erano circa 5.000. Rimase in funzione fino al 1955. Oggi è un simbolo eloquente di archeologia industriale ed è adibito ad hotel di lusso.
Chiesa di Sant’Eufemia
3. Prosegui fino a Fondamenta delle Convertite. Gira poi a sinistra e raggiungerai il primo pezzo di fondamenta lungo il canale della Giudecca. All’angolo, si trova la Chiesa di Sant’Eufemia. Edificata in stile veneto-bizantino (XI secolo), venne fondata ne IX secolo. Si tratta di una delle chiese più antiche dell’isola. Le forme originarie sono presenti nell’interno a tre navate, che custodisce ancora alcune colonne e capitelli originari dell’XI sec. Molti dipinti e le decorazioni in stucco invece risalgono al XVIII secolo. La facciata della chiesa guarda su un canale interno, mentre una fiancata, abbellita da un portico con colonne doriche, inserito tra ‘700 e ‘800 di si affaccia sul mare. Le colonne del portico, risalenti al XVI secolo, appartenevano alla Chiesa dei SS. Biagio e Cataldo, demolita per fare spazio alla costruzione del Molino Stucky.
Chiesa del Redentore
4. Continua la tua passeggiata lungo le fondamenta per raggiungere la Chiesa del Redentore. Tra i capolavori del Palladio è ancora oggi simbolo della vita religiosa e rituale di Venezia. Prima dei due grandi templi votivi (l’altro è Santa Maria della Salute), fu fatto edificare dal Senato della Repubblica per debellare la peste del 1575-77, che fece 50.000 vittime, quasi un terzo della popolazione. La peste venne sconfitta pochi mesi dopo l’inizio della costruzione. Per festeggiare l’evento venne gettato un ponte di barche che partendo da Venezia arrivava fino alla Giudecca e su cui passò una lunga processione. Da allora si celebra la ricorrenza ogni terzo sabato di luglio con la Festa del Redentore. La chiesa, progettata dal Palladio (che sia avvalse della collaborazione di Antonio da Ponte, lo stesso che realizzerà il Ponte di Rialto) fu completata nel 1592. L’edificio rappresenta la piena espressione dello stile palladiano: l’aspetto slanciato, l’imponente scalinata d’ingresso, le proporzioni eleganti ma sobrie. All’interno si vede l’influsso dell’esperienza romana del Palladio (ad esempio le finestre della volta, simili a quelle delle terme di Roma. L’uso della pietra bianca d’Istria e dello stucco bianco sono dovute all’intento del costruttore di “tener buoni” i frati francescani. Questo perchè reputavano il progetto troppo grandioso e contro il loro voto di povertà. Le statue ai lati dell’altare maggiore rappresentano San Marco e San Francesco.
Chiesa delle zitelle
5. Andando ancora avanti per qualche minuto incontrerai il complesso di Santa Maria della Presentazione, conosciuto anche con il nome “chiesa delle zitelle”. In questo convento infatti venivano accolte e aiutate le ragazze povere, che spesso, essendo senza dote, finivano col prostituirsi. Qui veniva loro insegnata l’arte del merletto e del cucito, La chiesa venne progettata dal Palladio, ma realizzata da Jacopo Bozzetto che la terminò tra il 1582 e il 1586. Sia affaccia direttamente sul canale ed è caratterizzata da un’enorme cupola visibile solo andando dall’altra sponda del canale oppure dai vaporetti.
Casa dei tre oci
6. Poco prima di arrivare alla Chiesa delle Zitelle sorge la Casa dei tre oci, chiamata così per via delle tre grandi finestre che si aprono al primo piano dell’elegante facciata. Progettata da Mario De Maria nel 1913 per commemorare la sua figlioletta Silvia, morta qualche anno prima, divenne la dimora veneziana della famiglia. I tre finestroni rappresentano l’artista stesso, la moglie e il figlio, mentre la bifora, incorniciate da decorazioni neogotiche che si trova al secondo piano, simboleggia la figlia defunta. La casa è un esempio di architettura neogotica del primo Novecento. Nel 2012 viene aperta la Fondazione di Venezia e la casa si impone come luogo d’eccellenza per la fotografia contemporanea, ospitando mostre di Berggruen, che ne ha fatto il distaccamento europeo della sua fondazione.
Il mio itinerario per visitare la Giudecca termina qui. Se vuoi, puoi ancora proseguire per l’isola di San Giorgio Maggiore che raggiungibile prendendo la linea 2 del vaporetto dall’imbarcadero delle Zitelle in direzione San Marco-San Zaccaria e scendendo alla fermata San Giorgio, che si trova proprio di fronte alla chiesa.
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